Archivio mensile:settembre 2015

Numeri, dare i

Siamo tornati. L’admin in questione torna a scrivervi da un paradiso lib-lab (Copenaghen) e dunque ha nuovamente autorità morale per sparare a zero su voi ideologicamente impuri.
Ho visto che Renzi ha pubblicato un altro videomessaggio a riguardo delle ultime statistiche mensili Istat sull’occupazione. Ci tenevo dunque a dire che quando vedo lui, Poletti, altri minion a caso che appaiono in video, fanno dichiarazioni trionfalistiche e altre puttanate quando esce ogni qualsiasi oscura statistica sul mercato del lavoro semplicemente rosico come una bestia.

Le ragioni sono essenzialmente due.

1) La mia romantica concezione dell’azione di governo, vista come un qualcosa che deve avere anche un certo valore educativo, se ne va completamente a strafottere. Tanto più quando questi dati sono distorti, talvolta (come è stato dimostrato) direttamente manipolati. Dato che questo non è il mondo delle favole direi che potrei pure farmene una ragione.

2) Tutte le vecchie storielle sul Pd che deve rinunciare e svilire la tradizione socialista in nome di un messaggio interclassista si rivelano in fin dei conti (che strano) stronzate. Fare propaganda ossessiva su dati indecifrabili anche per chi questa roba la studia, quando il grosso della gente il lavoro o non ce l’ha o ce l’ha da schifo, rende evidente che il pd è (ovviamente) solo un altro partito monoclasse. Per la precisione della classe che ha un lavoro, non ha troppe prospettive di perderlo, e può essere rassicurata molto facilmente.

Anche qui direi, di cosa mi stupisco, ci sono diversi sondaggi a dire esattamente questo. Ma i risultati delle rilevazioni campionarie, quando non piacciono, rimangono stregoneria. Per imparare a leggerli ci vorrà dunque qualche altro rogo, qualche altro secolo.

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