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Dieci semplici punti sulla legge elettorale

1) Il problema radicale dell’Italicum è il premio di maggioranza (uguale per situazioni diversissime, assurdo), che non è nemmeno un granché come garanzia di governabilità (si elegge un organo collegiale, non c’è il vincolo di mandato, una lista non è necessariamente un partito coeso etc.)

 

2) Nel resto del mondo civile i problemi di governabilità sono più spesso affrontati con previsioni costituzionali sulla nomina e la destituzione dei governi: il famoso parlamentarismo negativo, che accomuna in varie forme übermensch (nordici e Germania) e untermensch (Spagna), con risultati apprezzabili

 

3) Guarda caso proprio ora stiamo riformando la costituzione, ma la sensazione evidente è che tutte le parti in causa siano in stato confusionale. Peraltro, se è una riforma strutturale così importante, perché non blindare la legge elettorale con legge costituzionale? #gombloddo

 

4) L’Italicum col tempo è migliorato e ha alcuni punti in linea di principio positivi (centralità dei partiti sulle coalizioni, mix nominati-preferenze, circoscrizioni piccole…) ma elementi contraddittori prevalgono

 

5) Naturalmente quello che la cosiddetta minoranza pd contesta sono proprio i punti di cui sopra, e non il premio di maggioranza. Questa gente non ha un progetto alternativo a Renzi in quanto è essa stessa un prodotto degli ultimi 20 anni e per questo oggi non ha ragione di esistere (se non il suicidio)

 

6) Sulla maggioranza pd preferisco limitarmi a dire che più ci penso e più mi convinco di quanto Bobo Giachetti sia spregevole (non parlatemi mai più di scioperi della fame)

 

7) Il dibattito sull’argomento è a livelli che non so come definire se non isterici: si va dalle difese formalistiche stile vecchio anti-berlusconismo affidate a costituzionalisti militanti, all’abuso osceno dell’espressione “combinato disposto”, a scambi di accuse surreali in cui lo straw man non è Hitler ma “allora tu sei un proporzionalista” (cit. D’Alimonte, verso di me)

 

8) Come sapete a me i sistemi proporzionali del nord piacciono tanto, ma mi affascinano anche le campagne elettorali collegio per collegio come in UK. Soprattutto, forse perché ormai di questa roba ho una conoscenza approfondita, tutto sommato provo più piacere a guardare tette su internet

 

9) La mia idea di riforma elettorale è una cosa talmente psicopatica che ve la risparmio

 

10) Dopo aver votato pd alle europee sapevo che questo paese si sarebbe riempito di persone di merda: solo che mi aspettavo startupper in camicia bianca, non fascisti conclamati a ogni angolo. L’alone lisergico che c’è intorno a questo governo comincia a rompermi veramente il cazzo e in effetti tutto quello che vorrei è che l’attuale parlamento si suicidasse dando il vita a una vera legislatura costituente. E le costituenti, da che mondo è mondo, si eleggono col proporzionale

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Necessarie strumentalizzazioni

Chissà quanto si divertirà Civati (ieri assolutamente fuori controllo) quando scoprirà che Tsipras sta per formare una coalizione con un partito di destra sciovinista, i Greci Indipendenti, una cosa che tutti in Grecia sapevano da mesi mentre nessuno da noi si prendeva la briga di fare un cazzo di approfondimento.

Invece tra le necessarie strumentalizzazioni è partita quella che più dà fastidio qui, quella sul premio di maggioranza, rilanciata da Sofri, Scalfarotto e altre persone orribili più o meno contemporaneamente ieri sera. Nessuno di questi sembra notare il punto a mio avviso cruciale: nonostante un primo posto solare e una percentuale notevole Syriza non ha la maggioranza assoluta, e nessun partito in Grecia l’ha ottenuta nelle ultime tre elezioni. Notate una differenza con l’Italia? Io sì.

Il problema sta nel senso che si dà a “vincere le elezioni”. Dare la maggioranza assoluta a prescindere a chi arriva primo è una cosa che non accade da nessun’altra parte del mondo (unica eccezione, come scritto ieri su fb, Malta). Esistono sistemi con effetto maggioritario molto più creativi e, parere mio, molto più rispettosi delle volontà positive – e negative – degli elettori.

In sintesi: quando volete strumentalizzare un’esperienza straniera, almeno datevi la briga di studiare il contesto e possibilmente aggiungere qualche dettaglio in più. Il lettore ne guadagnerà e voi farete meno la figura dei cretini :^)