Archivio mensile:luglio 2013

Sogno kazako di una notte di mezza estate.

Vado ora ad esporre le ultime vicende, correlate alla riconsegna di una pericolosa extra-comunitaria e della sua figlia al loro Paese. Giustapporrò gli eventi con la stessa razionalità che porta alla creazione di una macchia di Rorschach.

BOOM!

E’ successo! Doveva succedere! Dopo che i giornalisti hanno passato gli ultimi due mesi a gridarla per ogni cazzata, dagli F-35 alla Santanchè, dal rinvio de [metti qui una tassa impopolare a tua scelta] al dibattito se fosse più buono il gelato al pistacchio o quello al cioccolato, dopo tutte queste tirate, ce la siamo tirata addosso, appunto: la crisi di governo.

Certo, ancora non succede niente. E’ ancora in fieri la mozione SEL-M5S (e ogni eventuale maggioranza) sulla sfiducia al povero Angelino, il quale è stato stranamente accusato dal suo ex-capo di gabinetto, Procaccini, di essere invece stato informato di tutto.

“Ma insomma Procaccì, tu ti dovevi dimette per prenderti la colpa, ma che hai capito?”

Meno male che Silvio ha già spiegato tutto: “colpa dei burocrati e delle toghe rosse”. Eddaje Sirvio, ormai ‘sta robba la usi pure per Angelino, svaria un po’, dì che è un complotto pluto-giudaico-massonico, per esempio. Sarebbe una novità e fa anche molto anni ‘20.

Quanto al PD, è così unanime nella reazione all’intervento del Ministro degli Interni al Parlamento (“Io non c’ero e se c’ero dormivo”) che quasi certamente non voterà nessuna sfiducia al suddetto, nella speranza che egli si ravveda e si dimetta da solo. E poi magari Berlusconi fa voto di castità e i nostri creditori ci annullano il debito.

Sono ancora silenti i franceschiniani. Quelli che in questo governissimo ci hanno sempre creduto e ci credono ancora. Ora, non voglio imporvi la mia personale visione del mondo ultraterreno, ma mi pare che Dante parlasse di un girone all’inferno per gente come loro, “gli stupidi che cagano il cazzo” (sic!). Non ricordo dove l’ho letto, mi pare fosse “Inferno” di Dan Brown.
Dicevamo, i franceschiniani tacciono. Sanno che se Alfano venisse sfiduciato, potrebbe crollare il governo (de ja vu?). E’ lui infatti che bilancia il comunistissimo Letta, vice-segretario del PD. Se se ne va Alfano, come lo si sostituisce? E se non lo sostituisce adeguatamente, ossia con un’altra capasanta pidiellina, Berlusconi non potrebbe che uscire dalla maggioranza. E a quel punto* si dovrebbero fare nuove elezioni. Una nuova sfiancante campagna elettorale di supercazzole. Oltre 300 milioni spesi per questa cretinata di chiedere a dei cretini da quali cretini vogliono farsi prendere per cretini, nota anche come processo democratico. Solo a quel punto, dando per scontato che il M5S esista ancora e raccolga più del 15% dei voti, mantenendo la linea del No ad ogni alleanza, si potrebbe finalmente ricostituire un nuovo governo di grandi intese.

* = in verità potrebbe anche formarsi una nuova maggioranza fra PD e M5S. Peccato solo che fra M5S ed ex-popolari del PD sia in atto un’autentica gara fra criceti.

In verità c’è un dettaglio che ho taciuto: il Congresso del PD che si terrà in autunno (a meno che non riescano a rimandarlo ulteriormente). In vista di esso, i renziani, da primi sostenitori del governissimo, adesso lanciano saette sui loro alleati ad ogni occasione, Letta compreso, desiderosi di apparire pronti allo scontro e di mettere in difficoltà lo scomodo inquilino di Palazzo Chigi. Gianni Cuperlo, l’intellettuale di Botteghe Oscure riesposto alla luce del Sole appositamente per giungere alla Segreteria estromettendo renziani, bersaniani e franceschiniani, è stato inoltre il primo a chiedere direttamente le dimissioni del vice-premier. Tenere il Congresso durante una situazione particolarmente tesa potrebbe scompigliare le carte in tavola. Sia che si vada ad elezioni, sia che il governo (r)esista ancora traballando, sia che si prospetti una collaborazione concreta con il Movimento 5 Stelle, si può generare sufficiente tensione perché quello che, nonostante tutto, rimane il primo partito del centro-sigh-nistra italiano, sia costretto a dotarsi di una vera linea d’azione. Sarebbe una novità esplosiva.

Morale della storia:
Morto un dittatore libico, se ne fa uno kazako.

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