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Numeri, dare i

Siamo tornati. L’admin in questione torna a scrivervi da un paradiso lib-lab (Copenaghen) e dunque ha nuovamente autorità morale per sparare a zero su voi ideologicamente impuri.
Ho visto che Renzi ha pubblicato un altro videomessaggio a riguardo delle ultime statistiche mensili Istat sull’occupazione. Ci tenevo dunque a dire che quando vedo lui, Poletti, altri minion a caso che appaiono in video, fanno dichiarazioni trionfalistiche e altre puttanate quando esce ogni qualsiasi oscura statistica sul mercato del lavoro semplicemente rosico come una bestia.

Le ragioni sono essenzialmente due.

1) La mia romantica concezione dell’azione di governo, vista come un qualcosa che deve avere anche un certo valore educativo, se ne va completamente a strafottere. Tanto più quando questi dati sono distorti, talvolta (come è stato dimostrato) direttamente manipolati. Dato che questo non è il mondo delle favole direi che potrei pure farmene una ragione.

2) Tutte le vecchie storielle sul Pd che deve rinunciare e svilire la tradizione socialista in nome di un messaggio interclassista si rivelano in fin dei conti (che strano) stronzate. Fare propaganda ossessiva su dati indecifrabili anche per chi questa roba la studia, quando il grosso della gente il lavoro o non ce l’ha o ce l’ha da schifo, rende evidente che il pd è (ovviamente) solo un altro partito monoclasse. Per la precisione della classe che ha un lavoro, non ha troppe prospettive di perderlo, e può essere rassicurata molto facilmente.

Anche qui direi, di cosa mi stupisco, ci sono diversi sondaggi a dire esattamente questo. Ma i risultati delle rilevazioni campionarie, quando non piacciono, rimangono stregoneria. Per imparare a leggerli ci vorrà dunque qualche altro rogo, qualche altro secolo.

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Legge elettorale, la Consulta boccia il Porcellum

Da oggi abbiamo un proporzionale puro con soglia di sbarramento al 4% per i partiti singoli e al 10% per le coalizioni (al loro interno, vale la soglia del 3% e la regole del “miglior perdente”). Con preferenze in omaggio. Il Senato rimane eletto col maggioritario su base regionale.

Legge elettorale, la Consulta boccia il Porcellum

Confronto fra candidati alla Segreteria.

Mi sono stappato una lattina e ora mi vedo il confronto fra i tre candidati Caronte del Partito Democratico in onda su sky e tv geloniana.

Programma della serata:
21:00 – “Daje Cuperlo!”
21:07 – “Comunque questo format fa schifo…”
21:14 – “Momento 101 incoming.”
21:20 – “Minchia, Matte’, tiratela n’altro po’ e parte la gang bang”.
21.30 – “Il canale si cambia, cambiandolo”.
21:31 – “Tutto molto bello, ma… Civati, ‘sta cazzo di barbetta adolescenziale, porcoddue?”
21:38 – “Cantajele, Gianni! Fagli vedere che vuol dire aver studiato Gramsci!”
21:39 – “Gianni, santiddio, quando il nemico porge il fianco, è d’obbligo affondare, non si può sopportare ‘sto mare di melassa buonista!”
21.42 – “Un’altra volta che dice ‘nella mia città’ e giuro che torno in Italia a spaccargli la faccia!”
21.43 – ‘Nella mia città’
21.43 – ragequit
21.46 – rientro
21.49 – “Siamo già al dopo-Berlusconi”.
21.55 – “Ed ecco un altro Papa che entra nel Pantheon”.
21.56 – “Benvenuto anche a te Andreotti”.
21.57 – “Benvenuto Pino Chet”.
21.59 – “Ho già detto che questo format fa schifo?”
22:00 – “Che bello, X ha superato più fact-checking di tutti! E Renzi è considerato il vincitore del dibattito”.
22:01 – altra birra e visione dell’ultima puntata di Gazebo per consolarmi.
03:58 – “Piddini di merda, non ve lo meritate Cuperlo, appena finisce ‘sta pagliacciata rifacciamo il grande partito della Sinistra, stronzi! Next time without Italy/Weltroni!”
05:20 – Sogni sul Socialismo.
12.35 – Risveglio sudatissimo.

Indignazioni e privatizzazioni (Questo articolo non è stato firmato da alcun Premio Nobel)

t-red:

Al termine di una settimana di duro confronto politico all’interno e all’esterno del Partito sul caso Cancellieri, conclusosi, come al solito, con i militanti amareggiati, indignati, dispiaciuti e delusi1, il Governo Letta annuncia un giro non indifferente di privatizzazioni al fine di far…

Riblogghiamo con convinzione. Ribadiamo che non è benaltrismo: c’è una base evidentemente bovina che muggisce rumorosamente contro la qualità della biada e neanche si accorge di avere un orso che si aggira nel recinto. E no, l’orso a questo giro non è il simbolo del comunismo russo.

Indignazioni e privatizzazioni (Questo articolo non è stato firmato da alcun Premio Nobel)

appunto

Il momento in cui il congresso del pd ha perso ogni ragion d’essere competitiva è stato lo spostamento dell’area Franceschini su Renzi. Secondo me però non è giusto dire “Renzi si è piegato all’apparato” (almeno, non è del tutto corretto). Forse è più corretto collegare questo spostamento a quella tendenza tutta europea (italiana soprattutto) dei partiti cristiano-democratici dopo la crisi (leggi = svolta a destra) del cosiddetto “popolarismo”. Quei vecchi partiti di massa, spesso divisi, ridotti ad oscillare tra il 5-6 e il 10% dell’elettorato, chiusi nelle proprie roccaforti di provincia, hanno trovato una loro dimensione semplicemente nell’entrare in tutte le coalizioni di governo possibili, e, a quel punto, permettersi pure di fare i rifondaroli.

Capite di cosa sto parlando? Pensate alla storia dei governi Prodi e della segreteria Bersani. Appunto.

Chiarimenti.

Chiariamo un equivoco molto diffuso, anche fra i nostri e le persone per bene.

Subalternità culturale è essere convinti, per fare qualche esempio, che il finanziamento pubblico ai partiti, esistente in ogni democrazia civile e geograficamente più estesa della Svizzera (NO, India, Iran e Pakistan NON SONO democrazie), sia sbagliato, o che un big government sia la nemesi di un settore privato dinamico, o che il problema della disoccupazione giovanile abbia origine nell’occupazione dei più anziani, o che il bipolarismo vada salvato attraverso una legge elettorale che riduca il valore del voto realmente espresso alle urne.

Applaudire gli interventi di Davide Serra contro i pensionati e la sanità pubblica, e gli interventi di Renzi tesi a difendere persino il Porcellum contro l’ipotesi di un proporzionale, è semplicemente essere stronzi.

Pure Guglielmo dice che è vero!

Nel grigio capannone di Bari, alla presenza del Sindaco Michele Cozza Pelosa Emiliano e di altri neofiti e conversi sulla via di Damasco, Matteo Renzi ha presentato la sua campagna elettorale, lanciando lo slogan Cambiaverso. Trovo che rispecchi molto il suo programma e la sua immagine: totalmente cambiati di verso. Ha anche avuto modo di parlare di come oggi ci sia bisogno dell’entusiasmo della coerenza. Tanto per far capire l’aria che tira con il capo della Ditta emiliana.

E stavamo appunto discutendo della coerenza di Renzi con un renziano (che Foxy ha definito il mini-renzi di twitter) ed una che si ostinava a sottolineare le differenze tra il Matteo libberale di Adesso! e il Matteo di adesso questi giorni. Inezie come il passaggio dalla Scuola di Chicago al PSE, chiaro segno, a mio modesto parere, di una nostra egemonia culturale.

Da notare l’ironico inserimento fra gli hashtag di IndentifyPD, una creatura del Segretario Guglielmo Epifani. Sì, quello che ci sta mo’, non quello dell’8 Dicembre, per intenderci. E giustamente, siccome sono stato uno dei 4 soggetti che hanno usato questo hashtag, è seguito poche ore dopo il retweet convinto di @identifypd, con tanto di invito a proseguire la discussione colà dove si puote ciò che si vuole (almeno le intenzioni sono queste).

Forti di questo autorevole endorsement da parte di qualche assistente di Guglielmo, Nemo accende gli antinebbia per fare strada verso il domani. Anche perché nei Paesi Bassi la nebbia c’è sul serio, la mattina. Il resto del giorno piove. E’ un po’ la storia della Sinistra italiana, insomma.

Vi salutiamo col manifesto di Renzi, opportunamente in tinta grigio apparato.

PS: questa meraviglia è stata prontamente adottata anche da Ateniesi. Cliccare qui per credere.