“Caro Cuperlo, avremo mai il coraggio di affermare che le ineguaglianze non sono il vero problema?

Il nostro obiettivo deve consistere nella convivenza pacifica e felice tra ineguali, perché la diversità è l’essenza stessa dell’umanità. La chiave consiste nella ricerca di dignità individuale: una vita dignitosa non è una competizione senza ineguaglianze, dove tutti i corridori arriverebbero a destinazione nello stesso preciso istante, ma un percorso che tutti i partecipanti riescono a terminare.

La Sinistra moderna non deve decidere i tempi di arrivo né penalizzare chi corre troppo veloce, al contrario, deve tendere una mano agli ultimi, sostenendoli durante il cammino. Il contributo che noi, quindi, possiamo dare alla società, non è quello di giudici morali o di parificatori economici, bensì quello di portatori di dignità e felicità.

Nonostante negli ultimi 30 anni l’1% più ricco della popolazione abbia visto crescere il proprio reddito di 277 volte grazie all’aumento della produttività e alla scoperta di nuove tecnologie, allo stesso tempo, 200 milioni di persone in meno muoiono di fame e un miliardo di persone in più può accedere all’acqua potabile. Considerando che il 40% degli alimenti prodotti nel mondo non viene consumato e che 800 milioni di persone sono denutrite, dobbiamo ancora impegnarci molto perché tutti ottengano condizioni di vita dignitose: cibo, acqua, elettricità, istruzione, opportunità.

Il problema, comunque, non può essere risolto attraverso una mera redistribuzione di risorse, perché gli sprechi rimarrebbero. Cambiamo punto di vista: elaboriamo politiche pubbliche che riciclino le eccedenze e continuiamo ad investire nelle nuove tecnologie, essenziali, fin dalla scoperta del fuoco, alla creazione di benessere.

Le persone plasmano il mercato: domandano, offrono, intessono relazioni, creano beni e bisogni. Non è un’entità autonoma, informe, che conduce gli uomini senza limiti, ma, al contrario, si tratta di una realtà di fatto, un processo verticale influenzato dal basso attraverso le azioni individuali.

La libertà economica è uno dei fondamenti della democrazia: un mercato aperto, concorrenziale e liberale è quanto di più eguale e dignitoso a cui i cittadini possano aspirare. Dobbiamo mirare a garantire la libertà di mercato, combattendo i monopoli che lo ingessano, l’eccessiva pressione fiscale e il corporativismo sfrenato che sta divorando il nostro Paese. Tuteliamo il mercato dagli interessi delle singole categorie in nome dell’interesse generale e di eguali opportunità di partenza per tutti.

Vogliamo uno Stato che decida cosa è giusto per i cittadini o uno Stato che sia garante della libertà dei cittadini? Qui si pone la scelta fondamentale tra giustizia sociale come garanzia di diritti o come giudizio sulle scelte degli individui. La persona, e con questa la sua libertà, viene prima di tutto, e non deve venire mai cancellata per qualsiasi idea o per qualsiasi senso, perché è la persona che li crea.

Non è compito nostro redistribuire le risorse private, perché non siamo superiori agli altri, non siamo «più uguali di loro», non abbiamo il diritto di decidere al posto loro. Possiamo, però, iniziare a ragionare sulla gestione dei beni pubblici, argomento sul quale potremmo trovare una convergenza con i nostri cittadini. Abbiamo sempre parlato a tutti, ora dovremmo iniziare a farlo anche nella loro lingua, oltre che nella nostra.

Se riducessimo la burocrazia e semplificassimo le leggi, per facilitare la vita delle persone senza complicarla, se smettessimo di concepire lo Stato come un ammortizzatore sociale, se pensassimo all’austerità come all’idea che neanche un centesimo pubblico debba essere sperperato, se la legalità venisse applicata ovunque, se lo Stato fosse meno ingombrante e la pressione fiscale più bassa, le diseguaglianze non rappresenterebbero un problema, perché avremmo una piattaforma comune ricca e prosperosa per tutti.

La nuova Sinistra non avrà alcuna supremazia morale sui cittadini. Saprà accoglierli, ascoltarli e rappresentarli. Avrà l’obiettivo di governare, non di comandare. Sarà democratica, perché saprà coniugare le ragioni del popolo all’esperienza dei tecnici. E difenderà le libertà individuali fin quando non metteranno a repentaglio quelle altrui.”

Giulio del Balzo, nemico del popolo ed esponente della sinistra moderna.

Quelli che vedono la favela brasiliana che cresce felicemente fianco a fianco al grattacielo extralusso e lo chiamano “progresso”.

Lavoriamo per un futuro senza questi oziosi perdigiorno, per il bene dei più deboli, come i precari, i disoccupati e tutti gli oppressi e gli sfruttati. E ovviamente anche per Fluttershy e per 60’s Spidey.

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