norvegia, in breve

Forse è solo una questione di linguaggio. Qua è difficile strappare di bocca a chiunque una frase razzista, omofoba, poco ponderata in genere. Dopo Utøya, poi, figuriamoci. Qui se sei a favore delle privatizzazioni ti devi giustificare prima, poi fare mezza marcia indietro, poi dire molto chiaramente: “ma essere di destra, qua, è come essere ‘left of your centre-left’”.

Amano stare da soli come probabilmente nessun altro al mondo. E nonostante tutto, sembra non ci sia nulla più importante della vita di comunità. Fanno i figli presto, stanno a casa un anno ad accudirli (tanto la mamma, qualche volta il papà, ti rimborsa lo stato), tornano al lavoro e li lasciano alla scuola dell’infanzia, tutti assieme, le ragazzine al primo lavoro li portano a spasso a gruppi di sei. Non avevo mai visto un passeggino a sei posti. Ti insegnano l’inglese già là, o lo impari guardando la tv, e a cinque anni già lo parli.

A diciassette sei fuori di casa, più o meno. Lavori due anni, qualche associazione, servizi pubblici, cose così, magari all’estero. Inizi l’università (gratis, l’alloggio quasi), lasci la provincia e te ne vai a Trondheim, Bergen, prima o poi finisci a Oslo. Viaggi tanto (mai in Nordnorge, meglio andare al caldo), in Svezia una volta al mese a comprare da bere perché qui è troppo caro, scrocchi una sigaretta agli stranieri per strada, una ogni tanto perché ti tieni in forma, il governo ti aiuta e la palestra non costa niente.
Ti fidanzi – e come sono appiccicose le coppie qui, non avete idea – e cominci a considerare di vivere assieme, che tanto dopo due anni il comune lo considera matrimonio. Pensi ad avere un figlio, e invidi gli svedesi, per cui avere un sussidio di natalità è molto più semplice. Ti lasci, ne trovi un’altra, lei ha già un figlio suo, ma che importa: anche il figlio del re si è messo con una ragazza madre. Poi dopo un po’ lo hanno costretto a sposarsi, ma ci sono voluti anni. Il 45% dei bambini nasce fuori dal matrimonio. Se ti sposerai, gli invitati saranno in costume tradizionale o indosseranno le cravatte più stupide che si possano immaginare, del resto: poco attraente.

Tu, tutti i tuoi compaesani, tutti quelli che devono ancora nascere hanno a disposizione 640000 kr di fondo pensione a testa. Sono 80000 euro circa. Ogni anno, da quel fondo – istituito del 1990 da un governo di centrodestra – viene utilizzato, per le spese correnti, circa il 4%. La proposta del Partito del Progresso di utilizzarne il 15% è guardata con disgusto da tutte le altre forze politiche. Questo fondo investe un po’ dappertutto in giro per il mondo, possiede il 2% dell’Enel, si è dovuto ritirare da Finmeccanica perché ha prodotto missili nucleari e il codice etico non lo permette.

Se chiedi a un norvegese se ama il suo paese, è complicato che ti risponda di sì: probabilmente preferirà dirti che è molto fortunato. Un giorno non avremo più il petrolio, dobbiamo guardare avanti già da oggi, dicono. Ci sono tanti poveri, tanti immigrati non si sono integrati, aggiungono. Non andare a Oslo Est, concludono.
Se chiedi a un norvegese, insomma, se davvero la sua è la società perfetta, scoppierà a ridere e ti dirà di no. La penso anche io così. Per fortuna, non esiste nessuna società perfetta.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...